Esiste qualcosa di più romantico del finestrino di un treno?

Esiste qualcosa di più romantico del finestrino di un treno dal quale lasciar scorrere i pensieri insieme ai pali della corrente, le case e gli alberi come in un videoclip di Gondry?

Mentre il treno taglia in due la nebbia seguo i movimenti del paesaggio che gradualmente cambiano, si evolvono, mi accolgono nell’istante esatto in cui sono già andati via. Ma i pensieri restano nell’aria, si incastrano tra i capelli e un grammo di malinconia si insinua tra i progetti futuri e gli errori passati.

L’aereo mi innervosisce troppo e sono lontani i tempi in cui io e la luna ci inseguivamo dal finestrino posteriore di un’auto. Sono una malinconica seriale e il treno è il mio mezzo di trasporto mentale per eccellenza.

È così che una mattina di novembre ho preso lo zaino e sono partita, da sola lasciando all’improvvisazione tutto ciò che sta tra il giorno della partenza e una presunta data di ritorno. Con il viaggio ha inizio anche un percorso musicale perché non esiste avventura che non abbia la sua personale colonna sonora.

Spesso mi è capitato di organizzare le playlist prima di partire ma la verità è che le playlist si compongono da sole, strada facendo. Vengono fuori spontaneamente a disegnare la colonna sonora di quella che sarà la tua avventura.

La mia in ordine di apparizione ha preso questa forma:

https://open.spotify.com/embed/user/geicheiel/playlist/1Qiqr952NhPn2qLznkQvP9

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