I wanted to be a part of it, New York!

Difficile parlare di un posto che hanno già visto tutti eppure su New York c’è tanto da dire, vuoi per la quantità di cose che succedono in una città così grande, vuoi per il bagaglio iconico che porta con sé.

Erano anni che volevo visitare la grande mela e forse questo è stato il vero problema, avevo un’aspettativa troppo alta e riuscire finalmente a fare questo viaggio mi ha improvvisamente smontato un sogno. Certe volete bisognerebbe avere il coraggio di lasciare che i desideri restino tali, di non vederli per forza realizzati che poi si finisce sempre col sminuirne il valore, come un palloncino bucato svolazzante per casa.

Ho capito che New York è una città multistrato, da visitare a più livelli ma ad essere onesti quello che ho amato del viaggio a New York è accaduto intorno a New York. Washington DC, Philadelphia, persino la città di Niagara nella sua bruttezza estrema aveva un che di fascinoso e interessante.

Sicuramente perché ho questo super potere di trovare il bello nelle cose brutte e forse è anche un po’ colpa della globalizzazione che ha appiattito un po’ tutto.

Forse sarei tornata innamorata se l’avessi visitata qualche anno prima. Prima di aver visto altre cose, prima di aver viaggiato tanto, prima di aver vissuto a Londra. Perché vivere a Londra ha cambiato la prospettiva con cui vedo il mondo oggi. Londra mi ha regalato una visione grandangolare che ha completamente cambiato i punti di riferimento.

Questo però non vuol dire che la città mi abbia fatto schifo. Tutt’altro.

Direi una bugia se dicessi che non mi sono divertita, solo che mi aspettavo scattasse quel click magico che tutti sentono quando tornano fomentati dagli Stati Uniti e invece no, non è accaduto. Nessun click a parte quello della macchina fotografica.

Non è successo nonostante anni di preparazioni al grande amore, anni di film di Woody Allen,  grandi musicals e persino serie tv. A cosa stavo pensando quando mi sono fidata di quella sciacquetta di Carrie Bradshaw?

Ho creduto al grande amore per quella città prendendo seriamente le parole di una che ha preferito un colletto bianco ad uno che ti rimette in piedi casa tutto da solo. Grazie al cazzo che ti innamori di New York se vivi al 66 di Perry Street nel Greenwich Village, ma se la nostra sciacquetta preferita fosse vissuta nella Brooklyn degli anni novanta sarebbe stata ancora così entusiasta di NYC?!

Volevo essere anche io parte di quell’incredibile tam tam, della città che non dorme ma io non sono la figlia di Sinatra e probabilmente non ho più l’età per tutto questo.

E me ne sto ancora un po’ qui, tra queste strade londinesi, tra i fumi, i parchi, le strade dure e meravigliosamente vittoriane. Quest’Europa così scalcagnata nonostante tutto – si vabbè la Brexit e bla bla bla – ha ancora abbastanza fascino da trattenermi qui.

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