Palio di Siena: istruzioni per l’uso

Questa foto è colori ma è sul bianco e sul nero che dovreste focalizzarvi ora.

Bianco e nero, nessuna sfumatura nel mezzo. I colori di Siena sono colori essenziali, diametralmente opposti fra loro, armonia e contrasto, piano e forte, colori che disegnano perfettamente l’animo duro e schietto dei senesi.

Il Palio di Siena non è uno sport, è metafora di vita. Lontana anni luce dalle prospettive DeCoubertiniane, l’imperativo è vincere e possibilmente farlo umiliando la contrada nemica. Che a vincere si gode ma farlo perculando gli avversarsi si gode molto di più. Non esistono medaglie di bronzo e d’argento ma solo un vincitore che a volte non corrisponde neppure al fantino designato ma al cavallo stesso.
Spesso chi lo critica è un animalista convinto eppure mai mi è capitato di sentire così tanto amore equino come a Siena. A Siena il cavallo è sacro tanto quanto lo sono le vacche in India. Il fantino tradisce, il cavallo no! Amore leale e fratellanza, questo l’ho visto coi miei occhi.
Non è uno spettacolo per turisti, è una festa dei senesi per i senesi stessi e il fatto che vi stiano permettendo di vederlo è un fatto puramente di cortesia, ai senesi dell’indotto turistico del Palio importa relativamente poco e se questo vuol dire intralciare il normale svolgersi delle attività legate alla corsa sappiate che rinunceranno a voi non alla gloria.

Duro, sporco, a tratti bizzarro, non fate l’errore di giudicare il Palio di Siena. Non lasciatevi ingannare dallo sventolare di bandiere, dai colori e le livree dei fantini, è una guerra di potere, una cosa molto seria, è politica.

Da turisti sarete portati naturalmente a scegliere la contrada che più si avvicina per colori alla squadra di calcio del cuore e questo è normale ma non fate l’errore di sentirvi parte di una squadra, di una tifoseria, di un gruppo Ultras. La contrada non prende vita solo il 2 luglio e il 16 agosto ma vive e cresce nelle vite dei contradaioli trecentosessantacinque giorni l’anno dalla nascita alla morte e si alimenta di un amore orgoglioso e viscerale che difficilmente può essere compreso extra moenia.

Il Palio è il culmine di un lavoro lungo un anno dove la sorte fa a patti con le trattative segrete dietro al canape. Soldi, potere, fratellanza. Piccole città stato dove ognuno fa qualcosa, donne, uomini e bambini. Un esempio di operosa società dove nessuno viene lasciato indietro, famiglia allargata dove il gioco di squadra è fondamentale per far funzionare le cose.
Guardate al palio non come ad una banale corsa di cavalli ma come all’idea di un microcosmo venuto dal passato con tutti i pregi e i difetti della società moderna.
Amore e morte, destino e strategia, corruzione e lealtà coi suoi bianchi e i suoi neri. non potrai restarne indifferente, il Palio di Siena o si ama o si odia e io se non si fosse capito lo amo tantissimo.

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