La sionista castrante


Capitolo 1
Il doppiaggio è una droga sintetica a basso contenuto di fantasia.

Suona esagerato, ricomincio.

Capitolo 1
Crescere in Italia vuol dire conoscere i film con lo sguardo filtrato di chi cambia i titoli e doppia gli attori.

Troppo aggressiva, ricomincio.

Capitolo 1
Sono cresciuta pensando a Woody Allen come a quella specie di insicuro egocentrico caustico ometto con la voce da scemo. Uno che balbetta ogni pensiero ripetendo parole a fiume senza darmi neanche il tempo di conoscerlo. Un buffo elfo finto di New York insomma.

Quella voce da cartone animato, sopra le righe mi ha sempre trasmesso l’immagine di un uomo un po’ ridicolo, uno da non prendere sul serio. Il corpo di Woody Allen, la voce di Oreste Lionello.

Poi un giorno, dopo un’indefinita quantità di tempo lontano da un film del suddetto regista mi ritrovo di fronte al monologo di Io e Annie (Annie Hall) in lingua originale e improvvisamente scopro una voce adulta, “normale”, interessante, senza troppe esitazioni. Una bella voce.

QUI la versione in inglese
QUI la versione in italiano

Che strano l’effetto di una bella voce da uomo sul corpo di Woody Allen. Improvvisamente non lo percepisco più come un ometto buffo, ai limiti del ridicolo, uno psicotico, disadattato idiota.

Questa reazione mi conferma quanto male siamo abituati noi italiani a guardare i contenuti esteri in lingua italiana. Questa storia del doppiaggio dovrebbe finire ora, anche perché l’idea di affidare a Pino Insegno & friends il compito di filtrare le emozioni che un film potrebbe trasmettere mi fa venire l’eritema sulle unghie dei piedi.

Ho scoperto che preferisco l’originale al doppiato. Per carità Oreste Lionello non si tocca, è stato una pietra miliare ma trovo irritante questa cosa di avermi fatto credere che i personaggi di Woody Allen fossero tutti un po’ più psicotici e sopra le righe di quanto il regista/attore non volesse trasmettere in realtà. Certo, non è un discorso applicabile a tutto, voglio dire Stallone recita di merda ma senza Amendola ce ne saremmo certamente accorti tutti prima e guai a toccare Tonino Accolla che è quasi meglio dell’originale, ma è un caso.

Ora qualche doppiatore potrebbe anche chiedermi chi sono io per parlare così, credo forse di essere Dio? Questo non lo so ma a qualcuno dovrò pur ispirarmi no?!

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