io, razzista

Colpa di facebook che amplifica i pensieri di tutti, colpa dei tg e delle testate giornalistiche che ti fanno venir voglia davvero di dare testate al muro, colpa dell’abbrutimento generale delle persone perché un po’ a tutti gli girano gli zebedei, forse l’insieme di tutte queste cose hanno scatenato una lunga serie di status su facebook, tweet e bloggate varie dove tutti mediamente alzano le mani al cielo e iniziano la loro arringa con un “io non sono razzista ma” che è pari per ipocrisia soltanto alla frase “io ho tanti amici omosessuali”.

Io non sono razzista ma, no non è vero, invece è proprio così sono maledettamente razzista e certe volte provo anche un enorme piacere a mostrare quanto sono intollerante verso certi atteggiamenti e modi di fare.

Si sono razzista quando qualcuno scrive e commenta con supponenza dimenticando i verbi basic, quelli da prima elementare. Non dico di sapere usare il passato remoto ma “l’hanno” scritto “lanno” fa di te automaticamente un soggetto dalla quale voglio stare alla larga.

Sono razzista quando metti quella cazzo di K al posto della C pure in parole dove la C non compare proprio. Mi dispiace ma questo fa automaticamente di te una persona con cui non ho interesse ad avere un confronto di opinioni.

Sono razzista nei confronti di quelle minoranze che preferiscono il potere ai soldi, perché sono le peggiori e le più pericolose.

Sono razzista nei confronti dei prepotenti, di chi innesca la miccia, della giovanarditudine, del bigottismo ridicolo e dei salotti di un certo tipo. Sono razzista nei confronti di chi vota Silvio Berlusconi, di chi parcheggia in doppia fila e di chi impiega il suo tempo in coda all’apple store per comprarsi il nuovo iPhone,di chi va al cinema a guardare i cinepanettoni, di chi ride alle battute dei cinepanettoni, di chi parla ad alta voce al telefono sui mezzi pubblici e di chi guarda video e cambia suonerie del telefono sui mezzi pubblici senza usare le cuffie.

Sono razzista nei confronti di chi al museo fa le foto, usa il flash, lascia la suoneria del telefono alta, parla ad alta voce.

Sono razzista quando leggo commenti da diario delle superiori sui social network, razzista nei confronti di tutto ciò che è glitterato e luccicante, delle frasi motivazionali, soprattutto quelle sull’invidia e sono davvero intollerante nei confronti di chi condivide informazioni totalmente inventate sull’onda emotiva di un evento per guadagnare sui click di altri che non si prendono neanche la briga di verificare la veridicità di una notizia.

Sono razzista, odio le catene di S.Antonio, la propaganda becera in stile Movimento 5 Stelle e quella pseudo religiosa di Militia Christi, odio il Moige, gli stupidi, i superficiali, i SUV in città, quelli che per raggiungere il posto di lavoro ad 1 Km da casa prendono l’auto, le mamme coi passeggini all’ora di punta e i ciclisti che occupano tutta la corsia e quelli che non si fermano quando il semaforo è rosso.
Sono razzista nei confronti di quelli che in autostrada ti si appiccicano al culo mentre stai facendo un sorpasso, odio profondissimo se poi lampeggiano come degli ossessi.

Razzista nei confronti delle persone con la stretta di mano floscia, degli uomini con le ciglia spinzettate e delle donne che portano la borsa poggiando i manici sulla parte interna del gomito, con l’avambraccio alzato e i palmi in su.

Sono razzista nei confronti dei ventenni del 2014 che urlano slogan del 1968 alle manifestazioni contro lo Stato.

Sono razzista nei confronti delle photogallery di Repubblica.it e dei loro “invia la tua foto”, dei titoli definitivi e standard; dei soggetto, verbo e complemento seguiti da un verbo a caso + “è virale“.

Sono razzista nei confronti delle parole dissacrante, stilizzato, stile ikea e popolo del web.

Sono razzista nei confronti di chi è razzista nei confronti del comic sans perché adesso fa figo dire che è un font di merda senza averci capito mai un cazzo di font e di grafica. Resto comunque dell’opinione che il comic sans è un font di merda (ma molto meno del Papyrus).

Sono razzista nei confronti dei bambini che saltano e urlano come mine impazzite nei luoghi pubblici e nei ristoranti ma soprattutto lo sono nei confronti dei loro genitori che sembrano completamente anestetizzati, sordi e non vedenti.

Sono razzista nei confronti del # + io sto con + nome del tizio di turno capitato sulle cronache dei giornali.

Sono razzista e questa è una lista destinata a crescere.

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