E voi le mangiavate le rosse rossana?

Sarebbe carino se riuscissi a decifrare certi stati d’animo ma se così fosse un sacco di gente laureata non avrebbe più lavoro.

Quando decidi di pensare il resto non conta, succede in pochi precisi momenti: lungo il tragitto da lavoro a casa, in palestra e la notte poco prima di dormire. Io la notte me la mangio, stacco un pezzo dopo l’altro e lo divoro di pensieri fino a crollare dal sonno, esausta.

Non esistono pensieri buoni o cattivi, esistono solo considerazioni. A conti fatti io ho circa 3 vite e quella che vivo di notte è forse la più autentica.

Stanotte ho pensato a zia Peppina.
Pensieri rurali, tagliati con l’accetta, fatti di campagna, dentiere, stuzzicadenti e caramelle rossana.

Zia che da quando aveva la dentiera nuova avevo quasi paura che mi mordesse, quando parlava stringeva i denti forse per paura che le cadessero e comunque io la preferivo al naturale. Le dentiere degli anziani sono una cosa così finta e artificiale, hanno una vita propria, domiciliano in bocca ma la residenza ce l’hanno altrove e comunque spero di non dover mai diventare vecchia abbastanza da doverne avere bisogno.

Zia Peppina era la zia che viveva in campagna, il mio paese era già campagna ma il paese di zia era ancora più campagna, mentre tutti i bambini andavano a soggiornare d’estate in colonia, un interregno che non ho mai avuto il piacere di sperimentare, io soggiornavo da zia Peppina, la quale mi rimpinzava ben bene d’ogni genere alimentare. Il momento epico che ricordo con orgoglio era l’ovetto che andavamo a recuperare direttamente dal culo della gallina dietro casa sua, lei lo prendeva, ci faceva un buchetto sopra e glu glu glu, me lo scolavo come una tequila bum bum, una cosa che adesso solo a pensarci mi vengono i brividi.

Ma comunque se penso a lei penso alle caramelle rossana, a quante me ne ha regalate e fatto strano, non le ho mai trovate altrove, le rosse rossana e 5 mila lire erano il suo modo di volerti bene ogni volta che andavi a trovarla.

La pelle dura e il cuore morbido, probabilemente era lei stessa una caramella rossana.

Mia nonna è morta un oggi di qualche anno fa e proprio oggi ha ritrovato sua sorella, zia Peppina e mi piace pensare che non sia un caso.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. jairacontinenza ha detto:

    Io se penso a lei ho nel naso l'odore di borotalco e nella memoria gli anelli della stufa che mi divertivo a scomporre e ricomporre…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...