Fenomenologia del Comic Sans

Esistono due categorie di persone al mondo, quelli che odiano il Comic Sans e quelli che lo usano, ma come fa un font ad attirare così tanto le antipatie della gente?

Credo la spiegazione stia un po’ in quello strano fenomeno che colpisce anche certi personaggi famosi, il Comic Sans soffre di sovraesposizione.

Il Comic Sans è insomma il Fabio Volo della tipografia.

Fu progettato dal designer Vincente Connare nel 1994 per conto della Microsoft che lo inserì nel libro font del proprio sistema operativo. La sua natura friendly, informale, bambinesca e giocherellona l’ha portato direttamente in cima alla classifica dei font più apprezzati dai possessori di un pc.

Per fare una cosa creativa uso il Comic Sans, per tutto il resto c’è il Times New Roman

Nei programmi di video scrittura il Times New Roman è font più utilizzato, probabilmente perché impostato di default. Un font serio, tra il classico e l’istituzionale, in pratica l’opposto del Comic Sans.

Il ragionamento elementare dell’utente medio per nulla avvezzo al mondo grafico e all’utilizzo cosciente di certa tipografia dunque è che per risultare simpatici e accattivanti bisogna uscire fuori dagli schemi.

Ed ecco che il Comic Sans balza in testa a tutte le classifiche di utilizzo creativo laddove di creativo vero c’è ben poco.

Secondo me a questo andrebbe aggiunto il fatto che in pochi sono in grado di cercare, scaricare e installare nuovi font, in pratica le persone comuni sono quasi costrette ad utilizzarlo.

E allora daje de Comic Sans in ogni dove, sui biglietti d’auguri, sul menù del ristorante, le insegne, gli uffici, le presentazioni in powerpoint, annunci di disservizi, scritte al pronto soccorso, studi medici e avvocati per non parlare di un’infinita quantità siti web, in pratica una minaccia continua.

Va da sé che l’utilizzo barbaro di questo font l’ha reso automaticamente antipatico agli addetti ai lavori, a tal punto da creare dei veri e propri comitati di abolizione del Comic Sans.

Personalmente non odio questo font per partito preso, diciamo che per me è un metro di giudizio per capire quanto rispetto in termini di professionalità lavorativa devo portare a chi me lo propone, un po’ come quando qualcuno ti chiede dell’ultimo libro letto, ti fai un’idea della persona.

Per chi volesse saperne di più c’è un simpatico sito che spiega brevemente le modalità d’uso di questo controverso font, si chiama comic sans criminal ed è uno spasso!
Mentre per i malati di design come me cliccando sul tumblr comicsans project potrete divertirvi a vedere la versione Comic Sans di tanti notissimi loghi.

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